SEO strategy, facciamo un po’ di chiarezza

Le strategie SEO (Searh Engine Optimization) possono essere complicate ed in molti casi, più che complicate.
Quanti fattori sono coinvolti nella generazione di risultati di ricerca organici forti, e che siano stabili?
Dieci? Venti? Trenta? Duecento?

Una rapida ricerca in Google, utilizzando le keywords “fattori di ranking SEO”, è in grado di dare tutte queste risposte e mille e mille altre ancora.
La realtà è che, mentre è probabile che centinaia di variabili lavorino insieme per determinare il posizionamento finale, gran parte di ciò che viene suggerito è una mera, assoluta congettura.

Ma, cerchiamo di semplificare le cose e delineare quanto meno su cosa ci si dovrebbe concentrare con le attività di Search Engine Optimization (SEO).
In realtà la SEO è piuttosto semplice a livello strategico e la miriade di suoi potenziali rametti di sviluppo germogliano da grossi tronchi principali.
Naturalmente, queste aree presentano ciascuna proprie complessità e, talora si sovrappongono ma, capirne i punti di forza e di debolezza è la chiave per concentrare i propri sforzi.

1. SEO on-site
La SEO on-site raggruppa tutte quelle attività che possono svilupparsi intorno al codice del sito, inteso quale contenitore da una parte, ed ai suoi contenuti, dall’altra.

1.1.  L’ottimizzazione del contenitore
la SEO tecnica può sembrare un po’ scoraggiante, ma in realtà, quello di cui stiamo parlando consiste semplicemente nel garantire che un motore di ricerca possa leggere i contenuti, ed esplorare con facilità il sito oggetto di posizionamento.
La risoluzione di buona parte di dette problematiche sarà curata per tramite l’utilizzo di un buon Content Management System (CMS) per lo sviluppo del sito. Inoltre, sarà utile riferirsi ad utility disponibili online, come Screaming Frog e Deep Crawl, ottimi tools per evidenziare automaticamente eventuali problemi di progettazione.
Ma facciamoci qualche semplicissima domanda:

– Un motore di ricerca può esplorare in maniera easy il sito?
– È chiaro quali pagine il motore di ricerca dovrebbe indicizzare e restituire?
– Il sito si adatta agli utenti mobili, è dunque progettato con tecniche responsive?
– I tempi di caricamento delle pagine sono stati valutati ed ottimizzati?
– Si stano usando utility SEO o CMS (content system management) per ottimizzare il sito web?
– Come sono strutturati i contenuti sul sito web, si dispone di una sitemap?

Se si è una piccola impresa e si utilizza magari WordPress per il web, la SEO tecnica dovrebbe essere qualcosa da gestire con relativa facilità.
Se si possiede invece un sito grande e personalizzato, con milioni di pagine, la SEO tecnica diventa qualcosa di estremamente più complesso, anche in quanto, in termini di posizionamento, ci si confronta quasi sicuramente con competitors più evoluti.
In verità, gran parte di ciò che viene considerato “SEO tecnico” qui, è parte della stessa progettazione e dello sviluppo del sito web e, per questo, è bene affidare la propria azienda a dei professionisti.

In ogni caso, il sito web dovrebbe essere ottimizzato nel suo complesso ma, anche a livello di singola pagina.
Le aree principali su cui concentrarsi in questo senso sono:

– analisi delle parole chiave: scegliere le keywords immedesimandosi nel linguaggio del pubblico di destinazione, ed aiutarsi con i tools specialistici offerti dallo steso Google;
– URL descrittivi: assicurarsi che ogni URL (indirizzo web) sia semplice e descrittivo;
– titoli di pagina: usare parole chiave naturali e descrittive, all’interno del titolo della pagina;
– meta descrizioni: descrizioni meta attinenti con le keyword d’ottimizzazione e curate, così da invitare l’utente a visitare il sito;
– ottimizzazione del contenuto: utilizzare parole chiave e varianti delle keyword nella composizione di testi, e che gli argomenti siano attinenti a quest’ultime;
– ottimizzazione User Experience: assicurarsi che il sito sia fruibile, un piacere da usare e navigare;
– inviti all’azione: rendere più facile per i tuoi utenti sapere cosa fare dopo;

1.2 Ottimizzazione del contenuto
Il contenuto è re. Questo è il modo di dire, giusto?
È vero in un certo senso. Il sito web è davvero solo un involucro per i contenuti. Sono proprio quest’ultimi che dicono ai potenziali clienti di cosa ci si occupa, dove, e perché qualcuno dovrebbe riferirsi all’attività descritta all’interno del web.
I search engine, ora, hanno imparato a valutare il contesto. Non è più sufficiente ripetere N volte una keyword se tutto ciò che hanno intorno è spam. Occorre anche ottimizzare la semantica del documento, in base alle entità e alle co-occorrenze che il search engine si aspetta, come l’utente del resto.
Se si è intelligenti ed esperti, dunque, i contenuti dovrebbero anche andare al di là di pochi ovvi elementi “da brochure” ed aiutare i potenziali clienti, come i motori, a raggiungere i loro obiettivi seriamente.
Per le aziende di servizi, dunque, possiamo suddividere liberamente i tuoi contenuti in tre categorie:

– Contenuto del servizio: cosa si fa e dove lo si fa;
– Contenuto di credibilità: perché un potenziale cliente dovrebbe rivolgersi alla tua attività.
– Contenuto di marketing: contenuti che ti aiutano ad acquisire posizioni da “esperto” in materie che riguardino l’attività, così che si assumano posizioni di privilegio di fronte a potenziali clienti nel ciclo di acquisto.

La SEO, inoltre, viene spesso dimenticata quando si tratta di contenuti “di credibilità” come recensioni, testimonianze e casi di studio.
E’ necessario dunque assicurarsi di ottimizzare tutti i tuoi contenuti di marketing, inclusi casi studio, voci di portfolio e testimonianze, non solo le ovvie pagine di descrizione del servizio.

2. SEO off-site
Alla fine, tutti le tecniche di SEO corrono verso questo risultato: la costruzione di una buona popolarità online.
Costruire la propria popolarità, in gran parte, implica molto spesso sviluppare una strategia off-site, di inbound link (link verso il sito).
I collegamenti sono ancora una componente cruciale per lo sviluppo di classifiche organiche forti; tuttavia, i collegamenti possono essere la parte più difficile della strategia SEO per ottenere dei risultati.
È davvero importante qui mettere in linea la filosofia del “collegamento” ancor prima di iniziare, in quanto ciò può davvero potenziare enormemente l’intera strategia SEO.
Mentre la link building è un argomento complesso, se non proprio una vera branca del marketing on-line, che non possiamo approfondire in questa sede, quanto meno si sappia essere necessario un approccio positivo all’ottimizzazione dei backlink, per essere già avanti rispetto alla maggior parte della concorrenza.
La frase più efficace ed incisiva per descrivere la giusta mentalità da assumere nell’approcciarsi alla strategia di costruzione dei link è stata scritta dal grande Eric Ward :

“Connetti ciò che dovrebbe essere collegato”

Una frase bella nella sua semplicità, che serve a correggere chi cerchi la quantità, in stile «more, more, more…», piuttosto che la qualità.
Vogliamo solo collegamenti da fonti pertinenti dunque!
Wikipedia ha milioni di link, ma è quasi certo che non abbiano mai intrapreso alcuna strategia di link building.
Questo perché hanno una quantità enorme di contenuti utili che, vengono richiamati “spontaneamente”.
Si tratta di collegamenti reali e naturali, che arricchiscono la pagina collegata, forniscono ulteriore contesto e fungono da vero tessuto connettivo di questo mondo iper-connesso in cui viviamo.
Questo tipo di collegamento naturale dovrebbe essere la spina dorsale dei propri sforzi di costruzione di link.
Ciò potrebbe significare si debba rivedere il contenuto del sito e creare prima di tutto qualcosa di “valore”.
Se si riesce ad ottenere questi scopi, allora si è più che a metà strada con la SEO.
Qualsiasi strategia di link building dovrebbe essere costruita con questo approccio mentale: assicurarsi di aver sviluppato contenuti che meritino di essere classificati e meritino di essere linkati!

Perché è importante la Local Search?

Recenti estratti dei dati di Google parlano chiaro, circa il 30% delle ricerche effettuate per tramite smartphone è di tipo locale.
Cosa comporta tutto ciò? La risposta è relativamente semplice. Quando un utente a ha bisogno di qualcosa, sia essa un prodotto o un servizio, lo cerca nelle vicinanze, affidandosi ad una ricerca di tipo locale, e conseguentemente ad un risultato locale.

Si potrebbe asserire che dire che il primo grande vantaggio dell’essere presente in quella determinata tipologia di risultati, quindi tra i risultati di tipo locale, quali Local Pack, Google Maps, ecc. è quello di assicurarsi grande visibilità.

Un altro aspetto estremamente interessante, evidenziato da uno studio di Google, consiste nel fatto che questa tipologia di utenti spesso converte subito, addirittura entro le 24/48 ore.
Questo significa che essere visibile tra i risultati locali ti garantisce un maggior numero di contatti, che si tratti di telefonate o visite in-store, in un lasso di tempo che è relativamente breve.

I vantaggi diventano ancora più evidenti nel campo della ristorazione in quanto, da un altro sondaggio di Google, si evidenzia che le persone che decidono di andare in un locale usano lo smartphone e, in particolare, le applicazioni di Mappe Online sia per decidere il locale in cui andare, sia per ottenere informazioni sulle indicazioni stradali.
In questo caso, gli utenti sono particolarmente “caldi” vogliono soddisfare un bisogno, quello di cercare un ristorante, quasi in tempo reale.

In un periodo di profonda crisi economica le attività di digital marketing possono rappresentare un’ancora di salvezza, un modo per restare a galla e avvantaggiarsi sulla concorrenza.
E nel caso di attività con sedi fisiche, quali appunto ristoranti, hotel, negozi, attività che prestano un servizio in una determinata area (ad es. idraulici, ecc.) il local search marketing è un’attività imprescindibile.

Molto spesso, ciò che i titolari delle attività sottovalutano, è che il proprio business può già essere presente online tra i risultati locali (quindi in primis su Google Maps) anche senza che ci si sia mai preoccupati di creare e verificare la scheda Google My Business relativa alla propria attività.

Perché accade questo? Perché Google crea automaticamente delle schede local basandosi sui dati che reperisce nel web e che spesso provengono dai contenuti generati dagli utenti.

Cosa significa tutto ciò? È molto semplice…
Può capitare di essere online (senza nemmeno saperlo) con una scheda che presenta orari di apertura sbagliati, indirizzo errato, numero di telefono errato, persino con una dicitura “chiuso definitivamente” anche quando non è vero.

Le conseguenze possono essere disastrose perché in tutti questi casi i vostri potenziali clienti vi cercheranno, non vi troveranno e si dirigeranno altrove.
Verificare o rivendicare una scheda Google My Business ti dà un altro grande vantaggio:

Gestire, nei limiti del possibile, la tua presenza online con dati corretti e aggiornat.
La gestione della scheda local ti consente, inoltre, di rispondere direttamente alle recensioni degli utenti prestando quindi particolare attenzione alla tua brand awarness e brand protection.

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