Progettare un sito internet

L’approccio al progetto e la realizzazione di un sito internet aziendale presenta qualche analogia con quelli di costruzione di un edificio.
E’ innanzitutto necessario individuare la portata delle necessità, per poi selezionare i sistemi costruttivi più idonei.
Una capanna, in sintesi, non è un grattacielo.

Diverse figure professionali possono apportare le proprie competences all’interno del processo di sviluppo del sito.
Quest’ultimo, in verità, è un’espressione assolutamente complessa, sintesi di comunicazione, arte e tecnologia ma, non solo.

Andiamo tuttavia con ordine, ed iniziamo a parlare di progetto, e di fasi del suo procedere:

Il Briefing
Tutto inizia quando l’Account Manager ha contatti col Cliente, e raccoglie le sue esigenze in un brief.
E’ una fase questa in cui è necessario comprendere l’anima dell’azienda, scavando nella sua storia, tra i suoi mercati, e tra quanto ha già “comunicato” di se, al fine ottenere i propri obiettivi commerciali.
L’analisi del brief, alla cui formazione concorrono diverse visuali professionali, metterà in condizioni la web agency d’inquadrare fasi, processi, e dunque produrre una proposta di progetto.

Project management
Il Project Manager dovrà dunque considerare il parere di figure quali l’Information Architect, il Web Marketing Specialist, il Web Designer e il Web Developer, prima di avere un quadro di massima del progetto, e del suo sviluppo lungo una timeline.
Del resto, tutto dipende dalla natura dell’applicazione richiesta, sia essa un mero sito di presentazione, piuttosto che un e-commerce, od altra piattaforma con specifiche funzionalità.
Determinante, in questa fase, saranno analisi e monitoraggio della concorrenza, sulla base delle quali impostare le giuste strategie.
Durante la pianificazione, ciascun ramo di sviluppo dovrà dunque essere scandagliato, curando la condivisione delle informazioni all’interno del gruppo, in modo che tutti siano sempre a conoscenza dell’overview globale.
Compatibilmente con gli obiettivi di “conversione” del sito, vale a dire di “risultato” per il Committente, sin dai primi meeting di kick-off dovranno quindi esaminarsi i seguenti aspetti:

Architettura dell’informazione
E’ necessario individuare la mole dei contenuti da trattare e, compatibilmente con eventuali attività di copywriting, predisporre la loro collocazione organizzata all’interno di un sitemap prevedendo, per quanto possibile, ogni sua futura diramazione.
E’ questa la fase in cui si dovranno individuare, importantissimi, i sistemi distributivi della piattaforma: i menù di navigazione.
E’ qui, dunque, che assume importanza determinante la fruibilità del sito, la sua easy navigability, insieme allo stesso concetto di User Experience, intorno alla cui ottimizzazione progettarlo.

Design
Si parte dall’analisi dell’immagine aziendale, di ogni elemento della sua grafica istituzionale, quali il marchio, i colori istituzionali, ed eventuali immagini fotografiche già utilizzate, ovvero slogan, alla ricerca di scelte coordinate e coerenti, curando la trasposizione di quanto originariamente destinato a supporti di comunicazione print oriented.
Si passa, dunque, alla produzione dei primi bozzetti in forma di wireframe, per prime valutazione circa la disposizione degli spazi all’interno delle interfacce, per successivamente procedere con i primi mockup, layouts più evoluti, in cui già integrate le grafiche, da presentare al Cliente.
Il design dovrà enfatizzare il brand dell’azienda, più che introdurre elementi che da questi distraggano, ed ancora, far si che il sito sia si accattivante ma, al contempo fruibile.

Linguaggi e programmazione
E’ compito del tecnici, d’effettuare scelte circa le modalità di sviluppo, individuando se procedere con la programmazione in codice puro, piuttosto che utilizzando software di tipo wysiwyng, ovvero scegliere tra i vari Content Management System disponibili, siano essi in forma open source (WordPress, Joomla, Magento, OpenCart, etc), ovvero proprietari.
Decisiva sarà la corretta strutturazione d’eventuali database, qualora necessari per specifiche funzionalità, anche nell’ottica di evoluzioni di progetto, dell’integrazione con gestionali aziendali, ovvero in previsione del trattamento di grossi flussi di dati.

Seo
Le attività di Search Engine Optimization non devono essere considerate separatamente dalla produzione del sito.
E’ infatti determinante che alcuni aspetti della progettazione, siano curati proprio in funzione di strategie SEO, e dei risultati che s’intenderà perseguire in termine di posizionamento presso i motori, e visibilità.

Development
Individuati, discussi e definiti gli elementi cardine del progetto, si passa alla fase di sviluppo che consisterà nella realizzazione del backend ed il frontend del sito, con sue eventuali release in lingua.
Questa è la fase in cui si renderanno funzionali le strutture di navigazione predisposte, si disporranno grafiche e testi e si effettueranno, prima in ambiente offline, tutta quella serie di test e debug necessari per rendere la pubblicazione accattivante dal punto di vista estetico ma, anche fruibile e, non solo per l’utente finale ma, anche per i robots dei motori di ricerca.
Ciò comporterà, la produzione di interfacce crossbrowser, e responsive, che dovranno dunque essere compatibili coi principali browser sul mercato, quindi correttamente leggibili tramite gli infiniti supporti di visualizzazione disponibili, quali desktop, tablet e smartphone.
Quindi, in dettaglio, si cureranno:

  • Struttura dell’URL;
  • Meta dati (compresi i valori predefiniti generati dinamicamente dal CMS);
  • Dati strutturati (schema.org);
  • Canonical (se previsti);
  • Struttura dell’alberatura/Navigazione principale e secondaria;
  • Crawlability del sito;
  • Sitemap XML;
  • Implementazione corretta dei tag Hreflang (su siti multilingua);
  • Inserimento dei metatag SEO di base: title, description e attributo alt per le immagini;
  • Struttura dei Redirect 301 (in caso della release di uno sito che sostituirà il precedente);
  • Configurazione della Pagina personalizzata 404;
  • Indicazioni per JavaScript, CSS e file immagine;
  • Tempi di caricamento della pagina (per desktop e dispositivi mobili);
  • Gestione dei contenuti, funzionalmente al SEO;
  • Configurazione e test dei form, per l’invio dal sito della posta elettronica;

Staging
Questa è una fase di pubblicazione online, tuttavia non definitiva, utilizzata per mettere a punto specifiche configurazioni, effettuare gli ultimi test ed un debug generale dell’applicazione.
In detta fase si cureranno anche elementi determinanti per il posizionamento del sito.
Non appena le nuove pagine saranno definitivamente approvate, infatti, si procederà con la customizzazione di sitemap e del file robots.txt, il quale dovrà essere settato in modo da permettere ai vari crawler di non incorrere in “divieti” all’indicizzazione.
Nel caso di migrazione da un vecchio ad un nuovo sito, si provvederà alla gestione dei redirect, una delle attività più importanti, in quanto guiderà i crawler all’indicizzazione dei nuovi contenuti, “trasmettendo” il precedente valore di ranking della vecchia pagina alla nuova.

Pubblicazione
Al momento del go-live del nuovo sito è probabile che il vecchio sia reso inattivo.
In molti casi, la sostituzione del vecchio sito con il nuovo avviene con il passaggio e il cambiamento del DNS (acronimo di Domain Name System, che sta per “Sistema dei nomi a dominio”).
È in questa fase che si configurano i principali tools e strumenti di monitoraggio di traffico di un sito web (Google Analytics e Google Tag Manager in primis). Qualora non si curasse la loro implementazione, non saranno possibili molte azioni “base” di monitoraggio, come la gestione dei tag per le campagne di marketing online, il monitoraggio del traffico in arrivo e così via.

SEO strategy, facciamo un po’ di chiarezza

Le strategie SEO (Searh Engine Optimization) possono essere complicate ed in molti casi, più che complicate.
Quanti fattori sono coinvolti nella generazione di risultati di ricerca organici forti, e che siano stabili?
Dieci? Venti? Trenta? Duecento?

Una rapida ricerca in Google, utilizzando le keywords “fattori di ranking SEO”, è in grado di dare tutte queste risposte e mille e mille altre ancora.
La realtà è che, mentre è probabile che centinaia di variabili lavorino insieme per determinare il posizionamento finale, gran parte di ciò che viene suggerito è una mera, assoluta congettura.

Ma, cerchiamo di semplificare le cose e delineare quanto meno su cosa ci si dovrebbe concentrare con le attività di Search Engine Optimization (SEO).
In realtà la SEO è piuttosto semplice a livello strategico e la miriade di suoi potenziali rametti di sviluppo germogliano da grossi tronchi principali.
Naturalmente, queste aree presentano ciascuna proprie complessità e, talora si sovrappongono ma, capirne i punti di forza e di debolezza è la chiave per concentrare i propri sforzi.

1. SEO on-site
La SEO on-site raggruppa tutte quelle attività che possono svilupparsi intorno al codice del sito, inteso quale contenitore da una parte, ed ai suoi contenuti, dall’altra.

1.1.  L’ottimizzazione del contenitore
la SEO tecnica può sembrare un po’ scoraggiante, ma in realtà, quello di cui stiamo parlando consiste semplicemente nel garantire che un motore di ricerca possa leggere i contenuti, ed esplorare con facilità il sito oggetto di posizionamento.
La risoluzione di buona parte di dette problematiche sarà curata per tramite l’utilizzo di un buon Content Management System (CMS) per lo sviluppo del sito. Inoltre, sarà utile riferirsi ad utility disponibili online, come Screaming Frog e Deep Crawl, ottimi tools per evidenziare automaticamente eventuali problemi di progettazione.
Ma facciamoci qualche semplicissima domanda:

– Un motore di ricerca può esplorare in maniera easy il sito?
– È chiaro quali pagine il motore di ricerca dovrebbe indicizzare e restituire?
– Il sito si adatta agli utenti mobili, è dunque progettato con tecniche responsive?
– I tempi di caricamento delle pagine sono stati valutati ed ottimizzati?
– Si stano usando utility SEO o CMS (content system management) per ottimizzare il sito web?
– Come sono strutturati i contenuti sul sito web, si dispone di una sitemap?

Se si è una piccola impresa e si utilizza magari WordPress per il web, la SEO tecnica dovrebbe essere qualcosa da gestire con relativa facilità.
Se si possiede invece un sito grande e personalizzato, con milioni di pagine, la SEO tecnica diventa qualcosa di estremamente più complesso, anche in quanto, in termini di posizionamento, ci si confronta quasi sicuramente con competitors più evoluti.
In verità, gran parte di ciò che viene considerato “SEO tecnico” qui, è parte della stessa progettazione e dello sviluppo del sito web e, per questo, è bene affidare la propria azienda a dei professionisti.

In ogni caso, il sito web dovrebbe essere ottimizzato nel suo complesso ma, anche a livello di singola pagina.
Le aree principali su cui concentrarsi in questo senso sono:

– analisi delle parole chiave: scegliere le keywords immedesimandosi nel linguaggio del pubblico di destinazione, ed aiutarsi con i tools specialistici offerti dallo steso Google;
– URL descrittivi: assicurarsi che ogni URL (indirizzo web) sia semplice e descrittivo;
– titoli di pagina: usare parole chiave naturali e descrittive, all’interno del titolo della pagina;
– meta descrizioni: descrizioni meta attinenti con le keyword d’ottimizzazione e curate, così da invitare l’utente a visitare il sito;
– ottimizzazione del contenuto: utilizzare parole chiave e varianti delle keyword nella composizione di testi, e che gli argomenti siano attinenti a quest’ultime;
– ottimizzazione User Experience: assicurarsi che il sito sia fruibile, un piacere da usare e navigare;
– inviti all’azione: rendere più facile per i tuoi utenti sapere cosa fare dopo;

1.2 Ottimizzazione del contenuto
Il contenuto è re. Questo è il modo di dire, giusto?
È vero in un certo senso. Il sito web è davvero solo un involucro per i contenuti. Sono proprio quest’ultimi che dicono ai potenziali clienti di cosa ci si occupa, dove, e perché qualcuno dovrebbe riferirsi all’attività descritta all’interno del web.
I search engine, ora, hanno imparato a valutare il contesto. Non è più sufficiente ripetere N volte una keyword se tutto ciò che hanno intorno è spam. Occorre anche ottimizzare la semantica del documento, in base alle entità e alle co-occorrenze che il search engine si aspetta, come l’utente del resto.
Se si è intelligenti ed esperti, dunque, i contenuti dovrebbero anche andare al di là di pochi ovvi elementi “da brochure” ed aiutare i potenziali clienti, come i motori, a raggiungere i loro obiettivi seriamente.
Per le aziende di servizi, dunque, possiamo suddividere liberamente i tuoi contenuti in tre categorie:

– Contenuto del servizio: cosa si fa e dove lo si fa;
– Contenuto di credibilità: perché un potenziale cliente dovrebbe rivolgersi alla tua attività.
– Contenuto di marketing: contenuti che ti aiutano ad acquisire posizioni da “esperto” in materie che riguardino l’attività, così che si assumano posizioni di privilegio di fronte a potenziali clienti nel ciclo di acquisto.

La SEO, inoltre, viene spesso dimenticata quando si tratta di contenuti “di credibilità” come recensioni, testimonianze e casi di studio.
E’ necessario dunque assicurarsi di ottimizzare tutti i tuoi contenuti di marketing, inclusi casi studio, voci di portfolio e testimonianze, non solo le ovvie pagine di descrizione del servizio.

2. SEO off-site
Alla fine, tutti le tecniche di SEO corrono verso questo risultato: la costruzione di una buona popolarità online.
Costruire la propria popolarità, in gran parte, implica molto spesso sviluppare una strategia off-site, di inbound link (link verso il sito).
I collegamenti sono ancora una componente cruciale per lo sviluppo di classifiche organiche forti; tuttavia, i collegamenti possono essere la parte più difficile della strategia SEO per ottenere dei risultati.
È davvero importante qui mettere in linea la filosofia del “collegamento” ancor prima di iniziare, in quanto ciò può davvero potenziare enormemente l’intera strategia SEO.
Mentre la link building è un argomento complesso, se non proprio una vera branca del marketing on-line, che non possiamo approfondire in questa sede, quanto meno si sappia essere necessario un approccio positivo all’ottimizzazione dei backlink, per essere già avanti rispetto alla maggior parte della concorrenza.
La frase più efficace ed incisiva per descrivere la giusta mentalità da assumere nell’approcciarsi alla strategia di costruzione dei link è stata scritta dal grande Eric Ward :

“Connetti ciò che dovrebbe essere collegato”

Una frase bella nella sua semplicità, che serve a correggere chi cerchi la quantità, in stile «more, more, more…», piuttosto che la qualità.
Vogliamo solo collegamenti da fonti pertinenti dunque!
Wikipedia ha milioni di link, ma è quasi certo che non abbiano mai intrapreso alcuna strategia di link building.
Questo perché hanno una quantità enorme di contenuti utili che, vengono richiamati “spontaneamente”.
Si tratta di collegamenti reali e naturali, che arricchiscono la pagina collegata, forniscono ulteriore contesto e fungono da vero tessuto connettivo di questo mondo iper-connesso in cui viviamo.
Questo tipo di collegamento naturale dovrebbe essere la spina dorsale dei propri sforzi di costruzione di link.
Ciò potrebbe significare si debba rivedere il contenuto del sito e creare prima di tutto qualcosa di “valore”.
Se si riesce ad ottenere questi scopi, allora si è più che a metà strada con la SEO.
Qualsiasi strategia di link building dovrebbe essere costruita con questo approccio mentale: assicurarsi di aver sviluppato contenuti che meritino di essere classificati e meritino di essere linkati!

àrketon agency

Sede Legale

Privacy

Privacy Policy

Cookie Policy